L'uomo nero e Napolitano
22 AGO 20

L'uomo nero di Firenze ha sparato a quei due poveri senegalesi, ma ineffige ha sparato alla insopportabile insulsaggine e violenza del pensieropolitically correct che da decenni a viva forza e con ogni mezzo ha voluto,non riuscendoci del tutto,e vuole imporre alcuni bei e democraticamentesanti principi su immmigrazione e dintorni, su come si debba sentireriguardo al romeno, al marocchino, al nero etc. Ha sparato contro tutti ipropagandisti bacchettoni, che con faciloneria e disinvoltura giacobina sivedono a spese altrui il bel film della contaminazione, dell'impare edarricchirsi con il diverso, con l'altro et nobili altri similia, nei lorospendidi salotti radical-chic, hanno imposto e vogliono imporre alcuniprofondi moti dell'animo atavici ed istintivi, e quindi anche contro ilvecchio del Colle che non la smette tra un predicozzo da sacrestiapara-comunista ed un Galà scaligero di annoiare e irritare milioni diitaliani. Tra questi prima o poi si troverà quello che non ce la fa più edecide di chiuderla in bruttezza. Stiano quindi assai attenti i sacerdotilaici della imperante sensibilità, chè prima o poi si troverà quello chesparerà a D'Alema o Fini, a Scalfari o Lerner, e così via dicendo.